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Diario 7/5/2008

Per quanto taluni dicano che il nostro Partito (il PD, per chi no lo avesse capito...) è ormai un partito di centro, io mi ostino a cnosiderarmi di sinistra (senza che la parola centro c'entri, con trattino o senza).
Eppure non mi sembra uno scandalo condividere idee e programmi con esponenti del mondo imprenditoriale se dicono cose sensate e condivisibili come quelle che dice Cipolletta in questo articolo.
Si tratta di cose semplici, ma potrebbero essere un'ottima base per condurre l'opposizione e prepararci al prossimo appuntamento con l'elettorato... tra cinque anni.



permalink | inviato da PoliticaMente il 7/5/2008 alle 15:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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"[...] In fondo, andarsene dove ci sono più spazio e più occasioni è una scelta semplice: basta bruciarsi i ponti alle spalle e non voltarsi mai indietro. Quanto alle radici, be', quello è un altro discorso. Non c'è chirurgia che riesca ad amputarle per sempre. E spesso, quando meno te l'aspetti, si avvia il loro lento, inesorabile moto verso le origini. [...] Ma quando sei nato in provincia, non puoi barare con la provincia. Non c'è altro luogo dello spirito che sappia essere, al contempo, così rassicurante e oppressivo. Così ricco di antagonismo e di condivisione. In provincia, la memoria individuale non esiste: per vocazione o necessità è collettiva. I miei ricordi coincidono con quelli di tanti della mia generazione".

Giancarlo De Cataldo, magistrato di corte d'assise a Roma e scrittore (autore tra l'altro di Romanzo Criminale).