.
Annunci online

PoliticaMente

Perché Grillo non può essere un modello da seguire, ma il "movimento cinque stelle" deve essere tenuto in considerazione

Politica 27/9/2010

Una premessa: a me Grillo non piace, perché non mi piacciono le persone che si agitano, urlano e non hanno mai dubbi, anzi sono sicuri di avere in tasca la verità che gli altri non sono in grado di comprendere (vale anche per Travaglio, per dire); non mi piace nemmeno l'idea di un movimento leaderistico, perché non mi piace la demagia: come Di Pietro, Grillo è solo un Berlusconi "di sinistra" in sedicesimo, un Berluschino (si noti che l'art. 3 del loro "non statuto" dice chiaramente che il "movimento 5 stelle" è roba di Grillo: anche lui vende bene le sue pagliacciate). 


Però questi ragazzi qui dicono delle cose in buona parte condivisibili e giuste, con cui bisogna confrontarsi. 


Forse bisognerebbe avere il coraggio di trasfondere nei partiti tradizionali alcuni metodi usati da questo movimento (i meetup, l'uso di internet) e ripartire dai temi che propongono con parole semplici (certo, da rielaborare responsabilmente) per tornare a parlare alla gente. 


Perché l'Italia ha bisogno di ben altro che di parlare in continuazione di un monolocale a Montecarlo.


Blog letto117858 volte

Categorie
tags
m5s berlusconi italicum laicità fine vita referendum elezioni fini doppio turno legge elettorale renzi alfano pd riforme eluana englaro modello spagnolo costituzione ballottaggio assemblea pd forza italia
Link

 

 

"[...] In fondo, andarsene dove ci sono più spazio e più occasioni è una scelta semplice: basta bruciarsi i ponti alle spalle e non voltarsi mai indietro. Quanto alle radici, be', quello è un altro discorso. Non c'è chirurgia che riesca ad amputarle per sempre. E spesso, quando meno te l'aspetti, si avvia il loro lento, inesorabile moto verso le origini. [...] Ma quando sei nato in provincia, non puoi barare con la provincia. Non c'è altro luogo dello spirito che sappia essere, al contempo, così rassicurante e oppressivo. Così ricco di antagonismo e di condivisione. In provincia, la memoria individuale non esiste: per vocazione o necessità è collettiva. I miei ricordi coincidono con quelli di tanti della mia generazione".

Giancarlo De Cataldo, magistrato di corte d'assise a Roma e scrittore (autore tra l'altro di Romanzo Criminale).