.
Annunci online

PoliticaMente

E' ora di rimboccarsi le maniche!

Calabria 30/12/2008

Riporto integralmente un articolo apparso su "norme e tributi" de il Sole 24 Ore del 29 dicembre 2008.

Ritengo sia di grandissima utilità per chiunque abbia a cuore la propria terra perché illustra con dovizia di particolari un nuovo strumento offerto a quanti amano la loro terra: per gruppi, associazioni, comitati  è ora possibile bypassare le incertezze e la noncuranza di enti locali spesso disattenti quando non disinteressati alla cura del proprio territorio.

In modo abbastanza facile sarà possibile provvedere direttamente a realizzare quelle opere di pubblica utilità che l'ente locale non ritiene tali (o non ha i fondi o la voglia per realizzare). Sarà così possibile realizzare autonomamente scalinate, sentieri e percorsi panoramici, opere di contenimento, persino restaurare antiche ville e casali in disuso di proprietà dell'ente in questione: una volta realizzata, l'opera è donata al suo patrimonio indisponibile.

Da notare che gli enti locali potranno disciplinare in dettaglio tale processo mediante propri regolamenti. E questo sarà un passaggio su cui vigilare con attenzione.

Ma oggi salutiamo con favore questa novità, ed iniziamo a pensare ciascuno al proprio personale libro dei sogni, pensando che da oggi è un po' meno impossibile farli diventare realtà.

Piccole opere, ai Comuni un controllo tempestivo

Data pubblicazione  29/12/2008

Autore  Il Sole 24 Ore


Piccole opere, ai Comuni un controllo tempestivo
Dl anticrisi. Le realizzazioni sono acquisite al patrimonio indisponibile dell'ente
Entro due mesi dalla proposta scatta il silenzio assenso I REQUISITI I progetti devono presentare un'accurata indicazione di costi e finanziamento per garantire l'assenza di oneri per l'amministrazione FORME FLESSIBILI I cittadini si possono riunire anche in aggregazioni ad hoc che non presentano una qualificazione giuridica
Alberto Barbiero
Il decreto anticrisi (Dl 185/2008, articolo 23) permette ai cittadini associati di intervenire in prima persona nella realizzazione di opere di interesse locale, e assegna ai Comuni un ruolo da super-consulente.
Un compito delicato, da svolgere con attenzione e celerità, visto anche il meccanismo del silenzio assenso ai progetti previsto dalla norma.
La disposizione consente a gruppi organizzati (comitati, associazioni, ma anche aggregazioni spontanee finalizzate, e comunque non necessariamente un soggetto giuridico) di formulare le proposte operative per le opere locali.
Le iniziative possono riguardare interventi di natura diversa, finalizzati al miglioramento del contesto territoriale di riferimento (ad esempio sistemazione di spazi verdi, installazione di elementi di arredo urbano) o al suo potenziamento strutturale (ad esempio rifacimento di marciapiedi, costruzione di reti di scolo).
I proponenti hanno la responsabilità dell'intero processo realizzativo, con riguardo quindi agli aspetti progettuali, all'investimento delle risorse necessarie e all'esecuzione dei lavori.
In questo quadro gli enti locali non si limitano a gestire i necessari procedimenti amministrativi, ma devono vagliare con attenzione le proposte, la loro fattibilità e la coerenza con il resto della programmazione.
La norma consente infatti piena autonomia ai cittadini sulle proposte, senza che sussista alcuna relazione di tipo contrattuale o convenzionale con l'amministrazione di riferimento, che però è chiamata a regolamentare percorsi e processi realizzativi.
Le condizioni essenziali per la concretizzazione delle proposte provenienti dalla comunità sono:
a) la realizzabilità in tempi brevi (con indicazione di un periodo massimo di due anni);
b) l'assenza di oneri di qualsiasi tipo per l'ente locale.
Rispetto a questo secondo elemento, la disposizione prevede che i progetti presentati debbano essere supportati da un'accurata indicazione dei costi e dei mezzi di finanziamento.
Il vantaggio sostanziale per i cittadini coinvolti è evidente sotto il profilo economico-burocratico, in quanto la realizzazione delle opere di interesse locale non può in ogni caso (comma 4) dare luogo a oneri fiscali e amministrativi a carico del gruppo attuatore, fatta eccezione per l'Iva.
A questo scopo risponde la disciplina dei contributi versati per la formulazione delle proposte e la realizzazione delle opere. Essi:
a) fino all'attuazione del federalismo fiscale, saranno ammessi in detrazione dall'imposta sul reddito dei soggetti che li hanno erogati, nella misura del 36 per cento (secondo le modalità ed il periodo di agevolazione previsti dall'articolo 1 della legge 449/1997);
b) successivamente alla definizione del nuovo sistema fiscale, saranno previsti in detrazione dai tributi propri dell'ente competente.
Notevoli benefici sono rilevabili anche nella semplificazione prevista per il procedimento amministrativo, dato che (comma 2) decorsi due mesi dalla presentazione della proposta, senza che l'ente locale abbia provveduto, la stessa è, ad ogni effetto e nei confronti di ogni autorità pubblica e soggetto privato, approvata e autorizzata, senza necessità di emissione di alcun provvedimento.
Qualora si sia formato il silenzio assenso, il gruppo proponente deve, a propria cura e sotto la sua responsabilità:
a) iniziare entro sei mesi la realizzazione delle opere
b) completarle entro 24 mesi dall'inizio dei lavori
Unica eccezione al sistema semplificato è quella stabilita per interventi che riguardino immobili sottoposti a tutela storico-artistica o paesaggistico-ambientale, subordinati al preventivo rilascio del parere o dell'autorizzazione richiesti dal Dlgs 42/2004.
Una volta realizzate, le opere (comma 3) sono acquisite a titolo originario al patrimonio indisponibile dell'ente locale di riferimento, con i conseguenti oneri manutentivi. 

I Comuni e le Province possono regolamentare i processi per la realizzazione delle opere di interesse locale da parte di gruppi organizzati di cittadini. La norma delinea per le amministrazioni un ruolo collaborativo, in quanto devono emettere provvedimenti sulle proposte, conil coinvolgimento, se necessario, di eventuali soggetti, enti eduffici interessati, fornendo prescrizioni ed assistenza. Lo sviluppo ditali attività (possibile a decorrere dal 6o giorno successivo all'entrata in vigore del Dl) comprende lagestione dei procedimenti amministrativi necessari per l'attuazione dell'intervento, sui quali ricade tuttavia l'applicazione del silenzio-assenso, Proprio gli effetti straordinari della formazione dell'assenso rendono opportuno l'esercizio, da parte degli enti, dell'autonomianormativaperladisciplina delle attività e dei processi sviluppabili in base alla norma. pu essere dedicata all'individuazione delle tipologie di pere di interesse locale realizzabili dai cittadini, per assicurare una possibilità di scelta in un novero comprensivo di interventi comunque di interesse per la riqualificazione del territorio. L'eventuale regolamentazione pu essere utile anche per chiarire che le opere sono proposte e realizzate dai gruppi di cittadini come iniziative autonome, espressioni del principio di sussidiarietà, sotto la loro piena responsabilità (anche finanziaria). Tale presupposto consente ai propositori e agli attuatori di affidare liberament6 J'appalto per l'esecuzione delle opere, in quanto non sussiste con l'ente locale alcuna relazione comportante scambio con valorizzazione economica (situazione che determinerebbe, sulla base della giurisprudenza cornunitaria, l'ass ggettamento alla normativa in materia di appalti delle procedure di aggiudicazione dei lavori). La codificazione del processo realizzativo dovrebbe comprendere alcune indicazioniessenziali sul piano tecnico (rispetto di standard qualitativi) Una parte del regolamento



permalink | inviato da PoliticaMente il 30/12/2008 alle 11:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

Pd 28%, Pdl 39%, IdV 7,8%

Politica 9/12/2008

Questi risultati non mi sorprendono. Avevamo iniziato dichiarando che questa opposizione avrebbe imposto i propri temi proponendo un'idea al giorno, e finora non se ne è visto niente. Forse il mio giudizio è condizionato dal fatto che sono all'estero da due mesi e leggo solo i giornali: sicuramente in tv le cose vanno meglio!!

Ma il PD a questo ha una risposta politica? Sembra un partito in balia di sé stesso e della guerra per bande che lo percorre. Quale Italia vogliamo?
Questo partito era nato per questo, per sviluppare una visione nuova... e siamo ancora rinchiusi in questo schema vecchio di 15 anni, in cui Berlusconi (che sia al governo o all'opposizione) tiene ben salde le redini dell'agenda setting, e gli altri si adeguano, recitando da spalle o da oppositori.

In questo schema non c'è spazio per chi, manieristicamente, si ostina a usare stancamente un linguaggio riformista (il Pd?), moderato (l'Udc) o massimalista (RC e gli altri), recitando a soggetto una parte già scritta.
Di Pietro lucra la maggiore credibilità verso l'elettorato di un messaggio resistenziale non per i contenuti, ma per la forma, intransigente. La sua strategia è perdente perché porta a costituire una minoranza di duri e puri che si sentono migliori degli altri, o comunque "di chi li governa"; ma per quanto vasta destinata a rimanere tuttavia minoranza (perché, lo si voglia o no, la maggioranza non può coincidere con i migliori, altrimenti questi non lo sarebbero più: rispetto a chi, cioè? E comunque un tempo la sinistra avrebbe dovuto parlare agli ultimi...).

Il Pd avrebbe bisogno di uno scatto che confermi la sua esistenza in vita, dovrebbe decidersi a rompere questo schema che lo penalizza e tende a neutralizzarlo, e dare voce a idee nuove di un Paese diverso.
Cosa si è fatto per valorizzare l'Onda studentesca? Dove sono i segnali di apertura oltre le schiere dei soliti noti?

Dispiace parlare sempre di nomi, ma si decidano in uno scatto di orgoglio a fare qualcosa di spettacolare, che so, candidare Saviano (così risolviamo anche il problema della sua incolumità) e Vendola come capolista alle Europee nelle circoscrizioni Sud e Isole. Tanto per cominciare.

Si inzi a denunciare che quest'anno l'Italia ha pagato l'importo record di 56 mld di euro di bolletta energitica, 10 più dell'anno scorso, e questo governo, invece di pensare a soluzioni che permetterebbero di avere risparmi su questo fronte e creare opportunità di sviluppo (vedi il piano Obama), aveva iniziato a parlare di centrali nucleari, e basta.

Insomma, se non vuoi essere destinato a perdere 5 punti percentuali ad elezione, PD, dì qualcosa di democratico, di ambientalista, di nuovo, di sinistra, anche di centrosinistra, e se proprio non riesci a dire nulla di tutto questo, dì qualcosa, almeno.




permalink | inviato da PoliticaMente il 9/12/2008 alle 14:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Blog letto1 volte

Categorie
tags
m5s berlusconi italicum laicità fine vita referendum elezioni fini doppio turno legge elettorale renzi alfano pd riforme eluana englaro modello spagnolo costituzione ballottaggio assemblea pd forza italia
Link

 

 

"[...] In fondo, andarsene dove ci sono più spazio e più occasioni è una scelta semplice: basta bruciarsi i ponti alle spalle e non voltarsi mai indietro. Quanto alle radici, be', quello è un altro discorso. Non c'è chirurgia che riesca ad amputarle per sempre. E spesso, quando meno te l'aspetti, si avvia il loro lento, inesorabile moto verso le origini. [...] Ma quando sei nato in provincia, non puoi barare con la provincia. Non c'è altro luogo dello spirito che sappia essere, al contempo, così rassicurante e oppressivo. Così ricco di antagonismo e di condivisione. In provincia, la memoria individuale non esiste: per vocazione o necessità è collettiva. I miei ricordi coincidono con quelli di tanti della mia generazione".

Giancarlo De Cataldo, magistrato di corte d'assise a Roma e scrittore (autore tra l'altro di Romanzo Criminale).