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Video (dal secondo 0:55): Camorra, morte in diretta di una vittima innocente.

Dei bastardi (scusate, ma nonostante la loro giovane età non trovo altro modo di chiamarli) sfrecciano sui loro maledetti scooter a seminare morte tra le vie del centro di Napoli sparando all'impazzata.
Un passante, un uomo che stava solo vivendo la sua vita, come fate voi ora in questo preciso momento, viene ferito a morte.
La sua donna, disperata, lo trascina a fatica e implora aiuto, fin quando egli non si accascia ed esala l'ultimo respiro. Non è l'ultima frontiera del grande fratello, è tutto vero. E la cosa più dolorosamente vera è che nessuno si è fermato a prestare aiuto, nessuno. Tutti a voltarsi dall'altra parte e scappare via. Forse perché era un rom? O perché avevano paura di avere visto troppo (con certe cose meglio non avere a che fare)?
Per una volta le ragioni di tutto questo non mi interessano.
Rimane solo lo schifo e l'amarezza.
L'amarezza perché cose così gravi, al pari di altre che lo sono molto meno, scivolano sulla pelle di questo Paese come se fosse normale, o perlomeno fosse impossibile o perlomeno inutile anche solo tentare le cose: e se così è non mi stupisco se scompare l'interesse per la politica e il coraggio della speranza.
Lo schifo perché fintantoché questa è l'Italia, io stesso, che non riesco a rinnegare la mia italianità, non riesco a non farmi schifo da solo.

Pubblicato il 17/6/2009 alle 10.50 nella rubrica Diario.

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